Sempre nell'ottica di vedere il nostro belpaese come un moderno paese in via di sviluppo, esaminiamo una buona volta la scuola: questo buco nero che inghiotte riforme su riforme.
Partiamo dal presupposto che così com’è il nostro sistema scolastico non vale un granchè, visto che siamo collocati attorno al 28° posto su 30 nella graduatoria di qualità dei paesi OCSE. Questo vuol dire in parole povere che i nostri figli, a parità di anni di studio e di percorsi di istruzione, ne sanno molto ma molto meno dei loro pari età di 27 Paesi su 30. A nostra parziale soddisfazione, possiamo dire però che il nostro sistema scolastico è migliore di quello della Somalia, o del Burkina Faso o del Nepal (a dire il vero col Nepal ce la giochiamo...).
Nonostante tutto ciò, talvolta riusciamo a “produrre” dei ricercatori e degli scienziati di primissimo livello, che però, per poter lavorare, sono costretti ad emigrare all’estero. Mi ricordo che in una puntata di “Report” di qualche anno fa si disse che per formare un ricercatore, lo stato spende circa 500.000 euri. Questi euri spesi per formare i nostri migliori ricercatori rappresentano un grazioso regalo per tutti quei Paesi dove questi ricercatori andranno a lavorare, visto che in Italia di ricerca, neanche a parlarne. In pratica, spendiamo i nostri soldi per formare dei bravi ricercatori che, arrivati al momento in cui dovrebbero produrre ricerca (e quindi ricchezza per tutti noi), se ne devono andare all’estero a produrre questa stessa ricerca per gli altri Paesi che non hanno speso un euro per la loro formazione. Questa ricerca, sotto forma di brevetti, di processi tecnologici, di know-how, ecc., poi, per averla, ci tocca anche pagarla profumatamente! Certo che noi italiani siamo proprio dei gran furboni….
Ora, dato che gli anni ci hanno già abbondantemente dimostrato una cosa: che non siamo capaci di mettere in piedi una riforma decente. Sarebbe quindi il caso di fare come hanno fatto i giapponesi quando hanno deciso di produrre automobili. Dato che partivano più o meno da zero (come noi con la scuola) hanno pensato bene di andare in occidente e vedere come le macchine le costruivano gli europei e gli americani: sono venuti, hanno sguinzagliato i loro ingegneri, designers, tecnici, ecc., hanno fotografato tutto il fotografabile, hanno preso appunti e molto umilmente hanno cominciato a costruire automobili. Perché cominciare da zero, quando ci sono altri che hanno già sviluppato una buona tecnologia e una provata affidabilità? Perché ripetere gli stessi errori che altri avevano già fatto? Con questo tipo di approccio in pochi anni, l’automobile giapponese è diventata di gran lunga la più avanzata e affidabile al mondo.
Dato che secondo la graduatoria OCSE la scuola migliore al mondo è quella finlandese, non sarebbe il caso di mandare Mrs. Gelmini & Co. a fare una capatina nel paese di babbo natale a prendere appunti e vedere loro come cavolo hanno organizzato la loro scuola??? Assieme alla ministra, però, devono andarci e prendere appunti anche i rappresentanti di tutte le categorie presenti nella scuola (docenti,assistenti, studenti, bidelli, tecnici di laboratorio, applicati di segreteria e anche dei genitori!) in modo che TUTTI si rendano conto di come si lavora. Se dobbiamo copiare, almeno copiamo dai primi della classe….
Vorrei farvi riflettere su un altro punto “caldo” della questione: la qualità del prodotto finito (l’istruzione dei nostri figli) non deriva semplicemente da quanti soldi spendo per far girare tutta la baracca. Non è che se stanzio più soldi per l'istruzione, automaticamente questi soldi si trasformano in sapere nella testa dei nostri figli...Dipende anche da come questi soldi vengono spesi. L'innovazione infatti si ottiene sia nel prodotto (cosa produco), ma anche nel modo in cui lo produco (come lo produco). E’ chiaro che il miglior sistema scolastico è quello che assicura il massimo della qualità con il minimo esborso del (nostro) denaro pubblico ed è un processo che va affinato giorno per giorno con l'apporto costruttivo e propositivo di tutte le componenti del sistema, dove le idee buone e innovative vengono premiate, dove chi milgiora la qualità del servizio viene premiato, dove chi non resta al passo con i tempi deve lasciare il posto a quelli più aggiornati e motivati. Se volete che la scuola sia composta da professionisti, professionale dev'essere il comportamento e la relativa remunerazione di questa professionalità: onori e oneri e una catena decisionale in grado di premiare comportamenti virtuosi e di sanzionare comportamenti viziosi. I dirigenti saranno soggetti alla valutazione della qualità del prodotto finale, valutazione espressa sia dai responsabili istituzionali, che dagli standard di qualità raggiunti dagli altri Paesi (i famosi 27 che stanno sopra di noi...), che dal "costomer satisfaction" dell'utente finale (noi genitori). Se un dirigente ha centrato gli obiettivi del programma verrà premiato, in caso contrario viene sostituito da uno/a più capace. Questo è il succo della questione.
Non voglio neanche sfiorare la discussione sui vari “baroni” dell’università, sulle scelte politiche e non di merito di alcune cariche, sulla piramide della mediocrità che domina l’intero sistema al posto della piramide del merito. Sarebbe una polemica sterile e senza sbocchi. Il dato oggettivo resta sotto gli occhi di tutti e cioè cha la nostra scuola, così com’è non è accettabile e che quindi va ri-for-ma-ta.
L’esempio che stiamo toccando con mano noi della Monaca mi pare abbastanza evidente. A fronte di richieste provenienti da un gruppo di almeno 50-60 genitori (le firme non le ho neanche contate) a tuttoggi nessuno si è degnato di farsi vivo. Ciò è un fatto molto grave perchè denota una assenza di rapporto tra utente (tutti noi) e amministratore.
Ripeto, se dobbiamo riformare, facciamolo copiando quelli più bravi di noi e non inventandoci soluzioni estemporanee, magari di forte impatto mediatico, ma di scarso valore. E se non siamo capaci neanche a copiare, allora, come nel calcio, chiamiamo qualche “allenatore” finlandese che ci spieghi l’ABC della scuola.
In caso contrario corriamo il rischio di perdere anche il primato di Paese in via di Sviluppo più moderno e di scivolare in C2, visto che siamo già in serie B.
P.S.
Fate imparare ai vostri figli almeno una (meglio due) lingue straniere, così, una volta cresciuti, avranno meno problemi ad emigrare....
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