sabato 8 novembre 2008

Gelmini si, Gelmini no (parte seconda)

Mi sono preso la briga di fare una piccola verifica su internet (tutte fonti ufficiali) e farmi un'idea su quanto il nostro Paese spende per l'educazione dei suoi cittadini. (CLICCATE QUI per vedere alcuni dati).
I dati sono sinteticamente i seguenti.
Per la scuola primaria l'Italia spende un pò di più della media dei Paesi OCSE.
Spende un pò di più per la scuola secondaria.
Spende un bel pò meno per l'università.
Dal 1995 al 2005 in Italia l'investimento in questo settore è aumentato del 12%.
La media degli altri Paesi OCSE è di un aumento del 41%.

Il livello di istruzione dei nostri figli è tra gli ultimi posti (28 posizione su 30 nazioni).

Poi faccio un'altra piccola scoperta: per la scuola primaria la Finlandia (migliore sistema scolastico al mondo) spende per alunno meno dell'Italia.
Faccio un'altra piccola scoperta finlandese: all'interno di questa cifra è compresa anche la refezione scolastica (gratuita per le famiglie) e un servizio di trasporto (gratuito) degli alunni, se questi abitano a più di 5 km di distanza.

Quale conclusione ne traggo? Che in Italia si spendono tanti soldi e male per ottenere un risultato (la formazione dei nostri figli) scadente rispetto agli altri Paesi OCSE.

Chi ci governa ha il dovere/responsabilità di cambiare questo sistema che risulta chiaramente inefficiente: sul come lo faccia, ognuno lo può giudicare autonomamente.
Quello che mi colpisce è che i partiti dell'opposizione, che dovrebbero controllare e pungolare il governo, non danno segni di vita. L'unica attività è quella di cavalcare il malessere popolare e organizzare manifestazioni oceaniche "contro"...
Perchè i vostri centri studi (pagati col finanziamento dei partiti, quindi dalle dalle nostre tasse) non si sforzano di elaborare proposte CONCRETE, progetti CONCRETI, redigere proposte OPERATIVE? Perchè non indicate in che modo mettereste mano al problema, visto che c'è indubbiamente un problema di scarsa efficienza del sistema e di sprechi strutturali?
Se non sapete da che parte iniziare, provate a copiare quelli più bravi di noi.

In Finlandia, ad esempio, funziona così:
I comuni sono responsabili dell'istruzione di base.
L'insegnamento, i materiali di studio e i pasti sono gratuiti; se il tragitto fra casa e scuola supera i 5 km, anche il trasporto viene organizzato gratuitamente. I comuni ricevono un finanziamento dallo Stato per la manutenzione delle scuole. I libri di testo vengono scelti dagli insegnanti.
I direttori didattici provvedono direttamente all'assunzione dei Docenti anche a chiamata nominativa (ma con contratti ferrei e molto molto ben remunerati).
L'aggiornamento dei docenti è continuo ed è pagato dallo stato.
Per diventare insegnante nella scuola dell'obbligo è necessaria una preparazione di livello universitario. Ognuno di questi istituti ha una scuola dove gli insegnanti svolgono il tirocinio (queste scuole vengono denominate Normaalikoulu). La preparazione professionale degli insegnanti del grado inferiore dura dai 4 ai 5 anni; quella degli insegnanti del grado inferiore dura dai 5 ai 6 anni. Attualmente tale preparazione viene svolta nel corso degli studi universitari, e non più alla fine di essi.
Aggiungo che criteri tipo "trasparenza dei bilanci", "gestione partecipata" dei genitori delle attività e della gestione del budget della scuola, sarebbero molto gradite.
Allora cari politici volgiamo finalmente cominciare a lavorare???

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