Sembra una battuta, ma se ci riflettete bene in fondo non lo è.
Come si fa a misurare lo sviluppo di una società? Dalla ricchezza complessiva del Paese? Dal reddito pro-capite? Da quante automobili abbiamo? Dal Prodotto Interno Lordo? Dallo sviluppo delle infrastrutture? Da quanti campionati del mondo di calcio abbiamo vinto? Da quanti Dolci & Gabbane abbiamo? Da quante isole dei famosi e talpe produciamo all’anno?
Una società è tanto più sviluppata quanto più i cittadini si sentono parte di essa, collaborano attivamente al suo miglioramento, si riconoscono nelle leggi che la regolano e le rispettano. Una società funziona quando è in grado di sopravvivere a se stessa e di riprodurre i suoi abitanti, migliorando le condizioni e la qualità della loro vita.
Non voglio toccare tutti questi punti in una volta sola, per carità! Mi limiterò ogni tanto a fornire spunti di riflessione su vari aspetti legati a questa mia teoria.
Per governare i processi sempre più complessi relativi allo sviluppo di una società (termine molto ambiguo che tratterò in un altro post) occorrono da un lato competenze sempre più profonde dell’amministratore e dall’altro una consapevolezza sempre più diffusa del cittadino. Senza uno di questi due pilastri, questo edificio-società non potrà mai stare in piedi: e questo vale sia a livello nazionale che a livello locale.
Chi ci governa avrà concentrati nelle sue mani poteri sempre più forti e chi è governato ha il diritto-dovere di controllare che l’uso di questo potere sia un uso esercitato per il bene della collettuività.
Ecco perché nei paesi realmente sviluppati (altro che G8…) il concetto di TRASPARENZA delle azioni di governo (ripeto nazionale e locale) è un concetto addirittura sancito nella costituzione.
E’ un concetto molto semplice: tanto più potere ho in mano, tanto più trasparenti devono essere le mie azioni e i miei atti. Che vuol dire questo? Vuol dire che io privato cittadino ho il diritto-dovere di chiedere e di avere da chi mi governa tutte le informazioni e notizie che ritengo utili per sapere se chi mi amministra lo sta facendo correttamente e nel modo migliore.
Qualcuno sorriderà dicendo “questo qui è matto…”. Forse si e forse no, perché queste cose nei Paesi Sviluppati esistono e anche da parecchio tempo, diciamo circa … duecento anni. Se non ci credete CLICCATE QUI, guardate questo interessante servizio di Report e poi ditemi chi è il matto.
Questo, per esempio, è un criterio per determinare il grado di civiltà di un Paese.
A questo punto inseriamo il nostro piccolo esempio cesanese di rapporto cittadino/amministrazione in Italia:
Abbiamo spedito un e-mail (che potete leggere in un post già pubblicato) all'ufficio pubbliche relazioni del comune di Cesano in data 9 ottobre alle ore 11:51 e non fidandoci pienamente della posta elettronica, abbiamo inviato il giorno dopo 10 ottobre ore 13:38 un fax sempre allo stesso ufficio.
A tuttoggi non abbiamo ricevuto segni di vita dal pianeta municipio....
Forse converrà davvero smettere di pensare che il nostro Paese sia un Paese Sviluppato e di cominciare a lavorare seriamente per farlo diventere degno di tale nome.
Ne abbiamo tanta di strada da fare…..
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2 commenti:
Ciao Flavio
Per quanto riguarda al video, la mia era solo una domanda .
Mi era stato riferito cosi , poi sono andato ha vedere ed era ancora su.
Non era da togliere è solo che mi è stato chiesto perchè qualcuno non lo riusciva a visionare.
Se non è un fastidio rimettilo .
Per quanto riguarda alla risposta del pianeta ,lunedi cerco di comunicare con il direttore per sapere se è rientrata la persona attesa.
Ciao enrico
OK, appena posso ri-pubblico il video.
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